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- Laparoscopia: è un’indagine chirurgica che consente di esaminare gli organi interni dell’addome e identificare le aree anomale attraverso una sonda a fibre ottiche. Si esegue inserendo, attraverso due piccole incisioni praticate nella parete addominale, uno strumento flessibile, detto laparoscopio, alla cui estremità è montato un apparato illuminante. In questo modo si illumina il contenuto dell’addome e vengono trasmesse le immagini su di uno schermo esterno. Attraverso il laparoscopico si possono introdurre delle piccole pinze e anche strumenti chirurgici miniaturizzati attraverso i quali l’operatore potrà prelevare campioni di tessuto e linfonodi per la biopsia (v.), ma anche operare veri e propri interventi (come l’asportazione della colecisti). L’indagine viene fatta in anestesia generale.
- Laparotomia: procedura in cui le strutture interne dell’addome sono studiate attraverso un’incisione praticata nella parete addominale. Permette di accertare eventuali segni di malattia e di prelevare campioni di tessuto e liquidi organici, che sono poi analizzati al microscopio per determinare la presenza di eventuali cellule neoplastiche. Se queste sono presenti, il tessuto o organo può essere asportato durante la laparotomia. È una procedura cui si ricorre solo se necessario ai fini della scelta del trattamento.
- Laringe: condotto a forma triangolare, localizzato nella parte mediana del collo appena al di sotto della faringe (v.). L’aria passa attraverso la faringe e la laringe verso la trachea per finire nei polmoni. Il cibo passa attraverso la faringe per poi raggiungere l’esofago. La parte superiore della laringe è chiusa dall’epiglottide (v.), che impedisce al cibo di finire nelle vie aeree durante la deglutizione. La laringe racchiude le corde vocali, che vibrano al passaggio dell’aria, formando dei suoni, che riecheggiano attraverso la faringe, la bocca e il naso e sono emessi sotto forma di voce. La laringe si può suddividere in tre porzioni: glottide, ossia il tratto intermedio del canale laringeo compreso tra le corde vocali; sopraglottide, il tessuto al di sopra della glottide; e subglottide, il tessuto localizzato inferiormente alla glottide. La subglottide comunica con la trachea, che immette l’aria nei polmoni.
- Laringectomia: intervento di asportazione della laringe. Può essere sopraglottidea quando il chirurgo rimuove solo la sopraglottide; totale quando, invece, asporta tutta la laringe. Nel corso di quest’intervento si esegue anche una tracheotomia (v.) per permettere al paziente di respirare. Se il tumore si è diffuso ai linfonodi, il chirurgo procederà alla dissezione linfonodale (v.).
- Laringoscopia: procedura che permette di visualizzare le strutture interne della laringe per mezzo di uno specchio o di un tubo sottile flessibile detto laringoscopio, dotato all’estremità di un apparato illuminante (la procedura è simile a quella della broncoscopia).
- Laserchirurgia: tecnica che utilizza come bisturi l’energia luminosa del raggio laser, fascio di luce sottile e potente, per distruggere le cellule tumorali. Può risultare utile per il trattamento dei tumori in stadio molto precoce.
- Laserterapia: trattamento che utilizza un raggio di luce ad alta energia diretto sul tumore per ricanalizzare l’esofago.
- Lattato deidrogenasi (LDH): sostanza presente nel sangue il cui livello alterato segnala la presenza di una malattia neoplastica.
- Lattico deidrogenasi: v. lattato deidrogenasi.
- LCIS: carcinoma lobulare in situ.
- LDH: v. lattato deidrogenasi.
- LEEP (acronimo dall’inglese Leep Electrosurgical Excision Procedure): procedura chirurgica che utilizza un'ansa (da cui deriva anche la definizione di ansa diatermica) collegata a corrente elettrica per asportare del tessuto anormale dalla cervice.
- Legame peptidico: tipo di legame chimico che lega tra loro gli aminoacidi in una proteina
- Leiomioma: è un nodulo di cellule tumorali benigne, che derivano dalla muscolatura liscia dell'utero o dell'intestino.
- Leucemie: sono i tumori maligni che interessano i linfociti o i granulociti, ovvero i globuli bianchi del sangue. Sotto forma liquida, sono cellule che scorrono nel sistema sanguigno.
- Leucemia granulocitica acuta: v. leucemia mieloide acuta.
- Leucemia granulocitica cronica: v. leucemia mieloide cronica.
- Leucemia linfatica cronica (CLL): tipo di tumore caratterizzato da una sovrapproduzione di linfociti (v.) da parte del midollo osseo. Di solito progredisce lentamente. È il secondo tipo di leucemia più comune negli adulti, spesso insorge nella media età e raramente colpisce i bambini.
- Leucemia mieloblastica acuta: v. leucemia mieloide acuta.
- Leucemia mielogena acuta: v. leucemia mieloide acuta.
- Leucemia mieloide acuta (AML): tipo di tumore in cui il midollo osseo produce mieloblasti (v.), globuli rossi e piastrine. Di solito progredisce rapidamente se non trattata. È la forma di leucemia più comune negli adulti.
- Leucemia mieloide cronica (CML): tipo di tumore caratterizzato da una sovrapproduzione di globuli bianchi da parte del midollo osseo. Progredisce lentamente, insorge solitamente intorno ai 50 anni. È raramente diagnosticata nei bambini.
- Leucemia non linfocitica acuta: v. leucemia mieloide acuta.
- Leucoferesi: procedura che si esegue tramite un’apposita macchina per separare dal sangue le cellule staminali periferiche (v.), che saranno quindi trattate e congelate fino al momento dell’utilizzo successivo. Questa procedura dura 3-4 ore.
- Linfa: liquido acquoso e incolore, che circola nel sistema linfatico e trasporta i globuli bianchi, o linfociti (v.).
- Linfadenectomia pelvica: intervento chirurgico tramite il quale il chirurgo rimuove i linfonodi pelvici, che saranno quindi analizzati al microscopio dall’anatomo-patologo per evidenziare la presenza di eventuali cellule atipiche.
- Linfangiografia: tecnica radiografica che consente di visualizzare il sistema linfatico per mezzo dei raggi X dopo l’iniezione di un mezzo di contrasto attraverso i vasi linfatici del dorso del piede. Il contrasto si propaga attraverso i linfonodi e i vasi linfatici, che sono così meglio visibili alle radiografie, consentendo di individuare eventuali ostruzioni. Serve per accertare se le cellule neoplastiche hanno invaso i linfonodi.
- Linfedema: patologia che si manifesta con il gonfiore e che può interessare il braccio, la gamba o altre parti del corpo quando i linfonodi regionali sono compromessi da una malattia o asportati con un intervento chirurgico. Ciò causa uno squilibrio della circolazione linfatica, per cui la linfa, non potendo più defluire nell’arto interessato attraverso i vasi linfatici interrotti, ristagna nei tessuti, dando luogo al linfedema. Il linfedema può essere primitivo quando è causato dall’anomalo sviluppo del sistema linfatico o secondario quando è correlato alla presenza di un tumore. I pazienti affetti da alcuni tipi di tumore (mammella, melanoma, utero, prostata ecc.) possono sviluppare un linfedema in conseguenza dell’asportazione chirurgica dei linfonodi, della radioterapia o dell’ostruzione delle vie e/o delle ghiandole linfatiche da parte di cellule tumorali. Il linfedema secondario, una volta instaurato, non guarisce mai completamente, ma grazie ai trattamenti riabilitativi e/o farmacologici è possibile controllarne le dimensioni e i sintomi correlati (pesantezza, indolenzimento, fastidio).
- Linfoadenectomia (o linfadenectomia): Asportazione di uno o più linfonodi.
- Linfoadenopatia (o linfadenopatia): Affezione dei linfonodi.
- Linfociti: tipo di globuli bianchi che aiutano l’organismo a combattere contro le infezioni.
- Linfocitosi: Aumento del numero dei linfociti nel sangue.
- Linfografia: v. linfangiografia.
- Linfopenia: Riduzione del numero dei linfociti nel sangue. Sinonimo: linfocitopenia.
- Linfomi: sono i tumori maligni che interessano alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti. Il tumore assume però una forma solida e inizia solitamente nei linfonodi.
- Linfoma di Hodgkin (LH): Linfoma che origina da linfonodi disposti assialmente lungo il dotto toracico in individui generalmente tra i 15 ed i 35 anni di età. Resta sovente a lungo localizzato nelle sedi di origine e si caratterizza per la presenza nel suo contesto di particolari cellule chiamate di Reed Sternberg.
- Linfoma Non Hodgkin (LNH): Dizione sotto la quale vengono raggruppati alcuni tipi di linfomi che presentano importanti differenze rispetto al linfoma di Hodgkin ed i quali vengono classificati in base al grado di malignità delle loro cellule in LNH ad alto grado, basso grado e grado intermedio.
- Linfonodi: piccole strutture a forma di fagiolo, sono gli organi del sistema linfatico circondati da una capsula fibrosa e contenenti cellule chiamate linfociti e macrofagi. I linfonodi hanno le dimensioni di mezzo centimetro e sono localizzati nei cosiddetti “distretti”, lungo tutto il decorso dei vasi linfatici. I distretti linfonodali sono situati nel cavo ascellare, nella pelvi, nel collo, nell’addome e nell’inguine.Le cellule del sistema immunitario circolano attraverso la linfa e quando raggiungono i linfonodi questi funzionano da vere e proprie stazioni di controllo nei confronti dei microrganismi patogeni, ma anche delle cellule tumorali in circolo. Quando arriva uno di questi segnali, si attiva la moltiplicazione dei linfociti, che iniziano quindi a circolare per attuare la risposta immunitaria. Un ingrossamento dei linfonodi può essere indice di diverse patologie: infezioni, malattie immunologiche o endocrine, tumori, patologie da accumulo di lipidi oppure sarcoidosi. Nel caso particolare dei tumori, cellule neoplastiche che si staccano dalla massa primaria possono accumularsi a livello dei linfonodi, da cui eventualmente possono migrare e dare metastasi.
- Linfonodo sentinella: tecnica chirurgica in cui si asporta, dopo averlo evidenziato, il primo linfonodo che drena il tumore. A seconda se sia interessato o no si procede alla dissezione del linfonodo.
- Lipoma: si tratta di un tumore benigno del tessuto adiposo. É estremamente rara la trasformazione maligna. É in genere avvolto in una capsula che facilita l'asportazione chirurgica.
- Lobectomia: intervento tramite il quale si rimuove il lobo polmonare in cui è localizzato il tumore. Nella stessa sede il chirurgo potrà eseguire una biopsia linfonodale (v.) per vedere se i linfonodi sono invasi o indenni.
- Locoregionale (chemioterapia): Trattamento nel quale i farmaci chemioterapici vengono somministrati localmente in un organo o in un distretto corporeo. Scopo della terapia locoregionale è quello di favorire la massima concentrazione dei farmaci nella neoplasia, risparmiando il resto dell'organismo
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